I FENICI

La Fenicia era una lunga striscia di terra che si trovava tra il mare e le montagne ed era troppo piccola per essere coltivata.

La costa, invece, era ricca di promontori e di insenature dove era facile costruire porti. Per questi motivi la vita dei Fenici è stata molto legata al mare. I Fenici sono diventati navigatori e commercianti abilissimi.

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Intorno al 2000 a.C., i Fenici abitavano nelle terre dell’attuale Libano e in una piccola parte della Siria; in seguito, hanno occupato anche altri territori lungo le coste del Mediterraneo.

I Fenici non avevano uno Stato unitario. Infatti le loro città erano indipendenti, ognuna con il proprio re e i propri dèi, ma avevano la stessa lingua e le stesse usanze. La civiltà fenicia raggiunse il periodo di maggiore sviluppo tra il 1200 a.C. e il 500 a.C.

LA PORPORA

Il termine fenicio deriva dal greco phòiniks che significa “rosso”. Tale denominazione, che ritroviamo già in Omero, è particolarmente significativa in quanto fortemente legata alla merce più preziosa e importante che i Fenici esportavano in Grecia e in tutto il Mediterraneo: la porpora, un prezioso pigmento che veniva estratto da molluschi del genere Murex, alloggiati in conchiglie che vivevano nel mare prospiciente le coste del Libano e che i Fenici avevano imparato molto presto a utilizzare su scala industriale per tingere i tessuti. Il mollusco veniva spremuto e mescolato al sale, quindi esposto al sole per tre giorni. Il succo estratto veniva fatto bollire molto lentamente in grandi recipienti di piombo finché il liquido non fosse evaporato per metà. Solo a questo punto vi si potevano immergere i panni che si dovevano colorare.

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Il risultato erano tinte diverse e brillanti, dal rosa pallido al viola più intenso, a seconda del materiale e del tempo di immersione. Il processo di estrazione di questa sostanza, lungo e complesso, faceva sì che le stoffe trattate con la porpora fossero molto costose, e il loro utilizzo venne a lungo associato con l’idea della regalità.

L’ALFABETO FENICIO

I fenici scrivevano su righe da destra a sinistra. Il loro alfabeto comprendeva 22 segni consonantici, mentre per le vocali non si usava alcun segno (è un abjad, termine che indica un alfabeto solo consonantico). 

Le lettere dell’alfabeto furono ricavate dagli antichi segni pittografici: si scelse una parola che iniziava con una determinata consonante; il suo simbolo venne poi semplificato e usato per rappresentare sempre quella consonante.

 

Il sistema alfabetico era molto più semplice rispetto alle scritture pittografiche e ideografiche diffuse a quel tempo, come l’egiziano o il cuneiforme; permetteva di essere compreso e scritto più facilmente da tutti, non solo dagli scribi e dalla casta regale e sacerdotale. I fenici diffusero il loro sistema presso molte altre popolazioni con cui vennero a contatto durante i loro viaggi per mare: l’alfabeto aramaico greco mostrano chiari segni di derivazione dal fenicio; e perfino scritture dell’India e dell’Asia ne portano traccia. In pratica, l’alfabeto fenicio è la radice comune da cui si sono sviluppati quasi tutti i moderni alfabeti.

 

Il più antico reperto che riporta iscrizioni in alfabeto fenicio è il sarcofago di Ahiram, antico re fenicio, che fu ritrovato a Byblos nel 1923 e che risale a circa il 1200 a.C. Per il resto non ci sono pervenuti molti documenti, a parte qualche iscrizione di carattere religioso e ufficiale; molto di ciò che hanno scritto i fenici è andato perduto.

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Sarcofago del re Ahiram . Beirut

 

I Fenici hanno cambiato e reso più semplici le scritture:

  • hanno collegato i suoni della voce umana a una ventina di segni scritti;
  • poi hanno unito i segni per formare le parole: avevano così inventato l’alfabeto!

L’alfabeto fenicio si scriveva da destra a sinistra.

Gli scribi scrivevano soprattutto su fogli di papiro, ma non solo: scrivevano anche su legno, cuoio, pezzi di terracotta e lamine di metallo.

I Fenici hanno diffuso l’alfabeto presso i popoli con i quali avevano rapporti commerciali

ABILISSIMI ARTIGIANI

In Fenicia la terra coltivata era scarsa. L’unica ricchezza naturale che i Fenici avevano era il legno delle foreste: con il legno costruivano delle grandi navi.

Con le navi i Fenici andavano a cercare le materie prime in territori al di fuori del loro Paese.

Quando ritornavano in patria trasformavano le materie prime in merci e oggetti che poi rivendevano ad altri popoli: i Fenici divennero abili artigiani.

Producevano oggetti molto pregiati, come coppe e piatti in bronzo, pettini, scatole e mobili d’avorio.

I Fenici producevano il vetro e lo hanno portato in tutto il Mediterraneo.

Un altro prodotto molto famoso e prezioso fabbricato dai Fenici erano i tessuti colorati con la porpora.

 

MARINAI ESPERTI

I Fenici divennero marinai esperti: sapevano navigare in mare aperto, cioè lontano dalla costa, e orientarsi con la Stella Polare. Avevano inventato l’ancora, il timone e avevano dotato le loro navi di file di remi. La chiglia delle loro navi andava molto al di sotto del livello dell’acqua e dava stabilità alla nave.

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Le navi fenicie erano conosciute in tutto il Mar Mediterraneo. Quelle che trasportavano merci erano larghe per permettere il carico degli oggetti e dei materiali. Le navi da guerra erano lunghe, strette e molto veloci.

I Fenici avevano capito che servivano luoghi dove sostare, far rifornimento di viveri e acqua o depositare le merci. Gli scali commerciali, cioè i porti dove si fermavano le navi per fare rifornimento e per scambiare le merci, sono diventati poi delle vere e proprie città, le colonie, che mantenevano stretti contatti con la terra d’origine.

La più importante delle colonie fenicie era Cartagine, sulla costa dell’Africa. Alcune colonie furono fondate anche in Italia: Palermo, Solunto, Mozia, Nora, Tharros.

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Pubblicato il 10 aprile 2014, in fenici con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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