RICERCA: PANTHEON EGIZIO

 

PANTHEON

EGIZIO

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LAVORO DI GRUPPO

CAPOGRUPPO: GIULIA 

AIUTO ORDINE: GIORGIA 

RICERCATORE: RACHELE 

SOMMARIO:

 

1. PANTHEON

2. I TEMPLI

3. GLI DEI

4. I MITI

 

– SITOLOGIA / BIBLIOGRAFIA

 

CAPITOLO 1 : PANTHEON

Gli Egizi hanno occupato solo una piccola striscia di terra, vicino al fiume Nilo. Più si allontanavano dal Nilo, più trovavano il deserto.

Intorno al 4000 a.C, dopo aver unito l’alto e il basso Egitto, il principale dio, fu il dio Sole: Amon Ra. Poi gli Egizi divennero politeisti e crearono più di 1500 dei, alcuni per le forze della natura altri per le tecniche come la scrittura.

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La loro religione era divisa in dei ANTROPOMORFI (dei dalla forma umana), ZOOMORFI(dei dalla forma animale) e le PIETRE DIVINE rappresentate da degli alti pilastri chiamati obelischi.

PIETRE DIVINE


Le pietre divine venivano fatte con turchesi, ferro proveniente dai meteoriti che credevano venuti dagli dei.

Ne facevano amuleti oppure pettorali.

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Questa è la chiave che portano gli dei per entrare nel regno dei morti.

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Per gli Egizi il faraone era un dio.

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2. CAPITOLO: I TEMPLI

Gli Egizi credevano che i loro dei vivessero nei templi in cui venivano adorati. In una stanza era custodita una particolare statua del dio, che veniva adornata con abiti di pregio e a cui ogni giorno venivano offerti cibo e bevande.

IL TEMPIO DI OSIRIDE

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UN TEMPIO SUL CONFINE

Il tempio di Osiride fu fatto costruire da Ramses II sulle rive del Nilo per segnare il confine fra la Nubia e l’Egitto. Le quattro statue

all’ingresso del tempio sono alte venti metri e non raffigurano Osiride bensì lo stesso Ramses.

SCRITTURE SACRE

Le pareti del tempio erano spesso ricoperte da scritture in caratteri geroglifici, che usano segni per rappresentare suoni, parole o idee. I testi rappresentano gli dei del tempio.

  1. CAPITOLO 3 : GLI DEI

Il pantheon egizio, in considerazione dei diversi miti che riguardano la creazione del mondo, è apparentemente stracolmo di dei e dee, infatti, nella religione egizia, ciascuna delle grandi città sede di culti religiosi tendeva con un proprio mito a far prevalere se stessa (il proprio dio “patrono”) sulle altre. Da ricordare principalmente:

Ra

Dio Sole, secondo le teologie

il creatore dell’universo.Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su due barche: quella del giorno e quella della notte. Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la mattina. Da lui era stata creata una figlia, Maat.

Atum

Dio principale di Eliopoli, creatore per eccellenza, fu poi identificato con il sole la sera i suoi animali sacri erano il leone, il serpente e l’icneumone.

Shu

Dio dell’aria secca, figlio di Atum-ra e gemello di Tefnut. Genera Geb e Nut.

Nut

Dea del cielo, sorella e sposa di Geb, madre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Ingoia il sole a tramonto e lo partorisce al mattino.

Osiride

Figlio di Nut e Geb, é il dio-re dell’Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull’aldilà dove, oltre che sovrano, viene spesso rappresentato in forma di mummia.

Iside

Figlia di Nut e Geb, é la grande maga, la dea madre e regina. Osiride é lo sposo-fratello, Horus il figlio. Il suo nome significa “il trono”.

Seth

Dio di Ombos. Figlio di Nut e Geb, fratello di Osiride, Iside e Nefthi, di quest’ultima anche sposo. Dio della siccità e del cattivo tempo, in senso lato potenza distruttrice, simbolo del male. Fu l’uccisore di suo fratello Osiride.

Nefthi

E’ la dea della casa.

Horus

Dio falco sdoppiato in Horus Figlio di Iside e Osiride, regna sull’Egitto dopo la morte del padre. I faraoni sono considerati suoi discendenti.

Ptah

Dio di Menfi e, secondo la teologia Menfita.

Sekhmet

era la dea della salute e del male nello stesso tempo, patrona della guerra e della medicina. E’ raffigurata in forma leonina ed é ritenuta sposa di Ptah. Era legata a Bastet, la dea gatta, nella quale si riteneva si fosse trasformata.

Nefertum

Dio della regione di Menfi. Era figlio di Ptah e Sekhmet.

Thot

Dio di Hermopolis. Dio della saggezza, messaggero degli dei. Nell’oltretomba assiste alla pesatura del cuore del defunto. E’ generalmente rappresentato con al testa di ibis. E’ il dio della scienza, della scrittura, delle arti magiche e delle fasi lunari.

Anubi

Dio sciacallo di Cinopolis, assiste Horus e Thot nella pesatura del cuore dei defunti, preposto ai segreti. E’ figlio illegittimo di Osiride e di Nefthi.

Hathor

Dea dell’amore, patrona della musica e della danza, generalmente rappresentata nell’aspetto di vacca. Il suo emblema era il sistro.

Maat

Divinità astratta, simbolo della verità e della giustizia. Figura nella cerimonia del giudizio del defunto. Dea della “regola” a cui dovevano attenersi uomini, re e dei.

Neith

Dea di Sais. Il suo culto, di derivazione tribale, continua in età storia, quando diventa la divinità funeraria nota con il nome di Mehurt. Dea creatrice della guerra, in seguito dea della caccia. A Esna era compagna di Khnum.

Amon

In origine una delle otto divinità primordiali adorate ad Ermopoli. Diviene poi il dio supremo, la divinità solare Amon-ra. La città di Tebe é il centro principale del suo culto. Il suo nome significa “il misterioso”, assieme alla moglie Muth e al figlio Khons forma la triade di Tebe.
Il suo animale è l’ariete, come si può intuire dal viale cerimoniale del suo tempio principale
a Karnak, uno dei più grandi ed importanti del paese.

Bes

Nume protettore della casa e dei bambini.

4. CAPITOLO: I MITI

ECCO IL MITO PIÙ IMPORTANTE PER GLI EGIZI:

Il mito di Iside e di Osiride

Iside, la dea della vita, della bellezza, della natura in rigoglio, aveva sposato il giovane dio Osiride, al quale erano cari i boschi, le messi e tutte le manifestazioni della natura. Osiride era un dio pastorale e a lui si rivolgevano gli agricoltori e i pastori perché i loro raccolti fossero abbondanti e le greggi si moltiplicassero. Così benigno e cordiale era questo dio, che spesso andava tra gli uomini per infondere loro il suo stesso amore per la natura e insegnare l’arte di rendere fertili i campi e fecondare le greggi, né si limitò alla sola terra d’Egitto ma andò fra gli altri popoli, e da tutti ricevette gratitudine e onori. Disgraziatamente aveva un fratello malvagio e invidioso, Set, il quale durante una sua assenza, non fece altro che pensare come avrebbe potuto prendere il suo posto e ricevere dagli uomini gli stessi onori. E, quando Osiride tornò, Set si mise a insidiarlo con mille perfide astuzie pur di riuscire nel suo disegno.

Iside, che conoscevo il malanimo del cognato, lo teneva d’occhio e ne sventava le trame, finché Set ne ordì una così sottile da eludere la vigilanza della buona dea e aver più fortuna nel suo intento. Fece costruire un magnifico cofano che aveva le dimensioni esatte del corpo di Osiride, e, durante un banchetto, promise di regalare il prezioso stipo a quello fra i convitati che, sdraiatosi in esso, lo avrebbe riempito perfettamente. Molti ci si provarono ma il cofano risultava sempre o troppo grande, o troppo stretto; infine anche Osiride fece la prova, ma, quando già si rallegrava di aver vinto la gara, perché il suo corpo occupava esattamente tutto il vano, gli amici di Set irruppero nella sala, chiusero a tradimento il cofano, lo portarono sulle sponde del Nilo e lo gettarono nelle acque del fiume in piena.

Iside, che quella sera fatale non era presente al banchetto, dopo aver atteso per qualche tempo Osiride, comprese che lo sposo doveva essere rimasto vittima di un tradimento, e si mise in cerca del corpo di lui percorrendo infaticabilmente tutto l’Egitto; ma invano. Allora lasciò la terra egiziana e infine, a Biblos, sulle coste della Fenicia, ritrovò la salma che era stata trascinata là dalle correnti marine. Inginocchiata presso il misero corpo, la bella dea proruppe allora in lamenti:

– Torna nella tua casa – diceva (un antico inno egiziano) – o mio bello sposo che non hai nemici. Io sono la sposa che tu ami tanto, e tu non puoi abbandonarmi. Non ti vedo più, ma il mio cuore ardente palpita per te e i miei occhi ti desiderano; torna alla tua sposa che hai tanto amato, tu, il cui cuore ormai non ha più battito!

Invano: Iside dovette riportarsi a casa solo il cadavere a cui diede sepoltura nelle paludi del delta del Nilo. Ma Set non era tranquillo: temeva che il dolore di Iside commovesse Rie nell’alto dei cieli e che questi richiamasse in vita Osiride. Andò

dunque alla sepoltura, ne trasse il corpo del fratello, lo tagliò in quattordici pezzi e li disseminò per tutto l’Egitto. Quando Iside lo seppe, riprese con pazienza le sue peregrinazioni finché non fu riuscita a rintracciare tutte le membra del marito e a ricomporle. Poi, agitando le sue ali, volse sulla salma un vento vitale, ed ecco che il dio riprese a respirare e a muoversi.

Tornato in vita, Osiride denunciò il tradimento di Set al tribunale degli dei; ma poiché neppure un dio, come sappiamo, può continuare a vivere sulla terra quando ha conosciuto la morte, Osiride divenne il signore del mondo sotterraneo dove abitavano i defunti, lasciando al suo ultimo figlio, il piccolo Oro, il compito di vendicarlo. Il piccolo Oro fu allevato segretamente nelle paludi del delta, dove la madre lo aveva fatto rifugiare temendo le insidie di Set; e, quando fu in età da poter affrontare la lotta, si presentò arditamente a Set sfidandolo a battaglia il malvagio zio.

Feroce fu la loro zuffa, ed entrambi rimasero gravemente feriti; ma infine Oro risultò vincitore e il saggio dio Toth ridiede la vita a uno dei suoi occhi rimasto accecato nel combattimento. Allora condusse Oro davanti il concilio degli dei che lo accolsero con grande festa:

– Salute a te, trionfante figlio ed erede di Osiride, che tu sia il benvenuto.

Set, tuttavia, cercò di portare contro di lui false accuse e ne seguì un processo, dinanzi alla corte degli dei, che durò ottant’anni perché Rie parteggiava un poco per Set. Finalmente Iside, venuta segretamente nell’isola in cui si teneva il processo, assunse le sembianze di una bella mortale e si presentò a Set dicendo:

– Eccelso signore, io sono la moglie di un bovaro; mio marito è morto e il mio unico figlio sorveglia il bestiame di suo padre. Ma ecco che è arrivato uno straniero il quale si è impadronito delle nostre stalle e ha detto a mio figlio: “Io ti batterò e prenderò le mandrie di tuo padre”. Ha detto così ed io ti prego di prendere le mie difese.

– Come? – disse Set. – Si darà dunque il bestiame allo straniero mentre è ancora in vita il figlio del padrone?

A queste parole Iside si rivelò gridando:

– Set, Set, tu hai pronunciato la tua condanna!

E infatti tutti gli dei riconobbero che Set, così dicendo, aveva dato lui stesso la sentenza contro di sé. Oro fu riconosciuto sovrano del mondo terreno così come il padre suo reggeva il mondo sotterraneo, e da allora i re egiziani si proclamarono successori di Oro.

Anche questo mito, narra di un dio del rigoglio della natura che diviene sposo della dea della bellezza e della vita e che, dopo essere perito di morte violenta, viene risuscitato dall’affetto della sposa, rimanendo però in qualche modo legato al regno dei morti. Osiride ne diventa il reggitore. Osiride è l’estate che ogni anno lotta con l’inverno, rappresentato da Set, per dominare sulla terra, personificata da Iside. Morendo, l’estate lascia ogni volta un figlio, Oro, che assicura il ritorno della primavera nel nuovo anno.

SITOLOGIA:

www.tanogabo.it

www.storiapernoi.wordpress.com

www.wikipedia.it

BIBLIOGRAFIA:

1. Antico Egitto Navigator Vallardi

2. Action files Touring Club

 

Pubblicato il 25 marzo 2014, in Egizi con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Simonetta Mora

    Meraviglioso!!!!!

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