RICERCA: LA CULTURA EGIZIA

Cultura

egizia

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lavoro di gruppo di:

Francesca  (capogruppo)

Andjela  (responsabile materiale)

Akosua  (ricercatrice )

Introduzione

L’antica Civiltà Egizia inizia verso il 3200 a.C.

Prima dell’Ottocento, l’Egitto era poco visitato da viaggiatori occidentali. È soltanto dopo la spedizione militare di Napoleone, nel 1798, che l’Egitto iniziò a suscitare un interesse, dando nascita all’egittomania che si diffuse poi sia in Europa che in America. Scarabei e sfingi comparvero su edifici di Parigi, Londra e New York, motivi faraonici decorarono porcellane e suppellettili, artisti dedicarono opere all’antico Egitto, un modo affascinante con i sui misteri ancora da svelare.

La cultura

La cultura dell’antico Egitto veniva studiata dai sacerdoti , dai maestri e dagli scribi e si divideva in:

Medicina

I medici dell’antico Egitto erano molto numerosi, per questo motivo ognuno di loro si occupava quasi esclusivamente delle malattie che meglio conosceva. I medici ordinari erano affiancati dai professionisti di grado superiore, gli ispettori ed i sovrintendenti. Ad assisterli era del personale paramedico di sesso maschile.

Essi dovevano le loro conoscenze anatomiche all’osservazione degli animali durante il macello, e non all’imbalsamazione del defunto che era riservata ai sacerdoti devoti ad Anubi.

Il cuore era considerato sede delle emozioni e dell’intelletto. Il benessere del corpo si doveva, a loro avviso, allo scorrimento dei suoi liquidi nei metu, i vasi che lo attraversavano.

Se uno di questi vasi si ostruiva si manifestava la malattia. La polmonite e la tubercolosi erano tra le malattie più diffuse a causa dell’inalazione di sabbia o di fumo dei focolari domestici.

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Le cure mediche

 

Sonno, dieta: le cure per tutti.

Le cure mediche consistono nel riposo, nella fase dei purganti, in una dieta adatta, e nella somministrazione di rimedi. Le ricette che ci sono arrivate indicano ingredienti per lo più vegetali (è sfruttata quasi tutta la flora egizia) e di rado minerali ( rame, ossido di ferro, calcare, carbonato e bicarbonato di sodio, zolfo, carbone); vi ha poi posto un certo numero di ingredienti che fungono da veicoli (birra, vino, miele, argilla).

Il rimedio veniva somministrato in forma di bevanda, pappa e pillole. Tutti gli ingredienti appaiono quasi sempre adatti allo scopo terapeutico prefisso, e comunque scelti secondo un criterio di scienza naturale, mai in obbedienza a presupposti religiosi o filosofici. Del resto le formule magiche rivolte a una divinità guaritrice venivano inserite nella cura solo per prudenza (come dire: “non si sa mai!”), per dare maggiore fiducia al paziente e per le malattie attribuite a cause extra-fisiche.

Molti rimedi comportavano almeno un ingrediente raro e costoso, spesso importato dall’estero (in particolare da Biblo), e questo ci dice che la psicologia del malato dell’antico Egitto era la medesima di oggi. I medici preparavano essi stessi le loro ricette, ma si procuravano la materia prima da una organizzazione farmaceutica gerachizzata. Al momento di consegnare le medicine erano sempre prodighi di consigli sull’igiene, che consisteva innanzitutto nel praticare abitudini sane I Papiri danno notizie sparse di igiene.

Si consiglia, ad esempio, con insistenza, di lavarsi il corpo, e in particolare il viso, la bocca e i denti al mattino, le mani prima e dopo i pasti. È bene indossare vesti di lino, e come abiti, oltre al gonnellino o la tunica. Importante è, inoltre, sostenersi con una nutrizione completa e razionale, distribuita in una colazione, un pranzo leggero e una cena abbondante.

Per dormire, meglio usare un letto dotato di rete elastica, con materasso vegetale e coperte di lino. Non è lecito eccedere negli alcolici, limitandosi comunque alla birra e al vino (il secondo è più dannoso del primo). La pulizia della persona, delle vesti e della casa si ottiene con grande abbondanza di acqua, incensi e salnitro. Il clima generalmente buono e una vita semplice alquanto attiva e quasi tutta all’aria aperta, faceva il resto. Rilievi dell’antico Egitto mostrano che venivano praticati massaggi.

SISTEMA DI NUMERAZIONE

Per quanto riguarda il sistema di numerazione geroglifico, è presente una base 10 e per scrivere i numeri venivano affiancati i simboli di unità, decine, centinaia. C’è da notare che non si trattava di un sistema posizionale poiché ogni simbolo ha un significato/valore intrinseco e di conseguenza non ha importanza come vengono rappresentati i vari simboli per formare un numero.

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LA GEOMETRIA

 

Le prime testimonianze dell’utilizzo della geometria presso gli egizi risalgono al periodo dell’Antico Regno, con una iscrizione che registra le conquiste di una guerra, utilizzando il sistema di numerazione che sarà poi in uso per tutta la storia egizia. Inoltre già nella prima dinastia erano diffuse la pratica della misurazione del livello di acqua del Nilo, e il rituale del “tendere la corda” per la costruzione dei templi, a conferma dell’uso di nozioni geometriche.

Per molti anni si è supposto che i greci avessero appreso i rudimenti della geometria dagli Egizi. Aristotele spiegava che la geometria era nata nella Valle del Nilo, anche se per trovare conquiste matematiche più avanzate è necessario volgere lo sguardo alla vallata della Mesopotamia.

Documenti Astronomici

Le conoscenze astronomiche egizie non possono essere dedotte da papiri “astronomici” come invece ne esistono per quanto riguarda la loro matematica, ma solo dalle raffigurazioni astronomiche che ritroviamo in varie fonti. Queste fonti possono essere suddivise in otto categorie:

1) Coperchi di sarcofagi dell’Antico regno (2.850 – 2.180 a.C.) sui quali compaiono i decani, stelle singole o costellazioni, accompagnati da geroglifici di difficile decifrazione.

2) Coperchi di sarcofagi del Medio Regno (2.133 – 1.786 a.C.) sui quali fanno la loro prima apparizione gli orologi stellari diagonali, vere e proprie effemeridi delle stelle.

3) Dall’inizio del Nuovo Regno compaiono gli orologi stellari diversi dai precedenti in quanto erano indicati le culminazioni superiori delle stelle (transiti al meridiano).

4) Dalla XX dinastia vengono perfezionati gli orologi stellari.

5-6) Due papiri risalenti circa al 144 d.C.; il primo per quanto riguarda i decani e l’altro per quanto riguarda le fasi lunari.

7) Studi sull’orientazione delle piramidi e sviluppo degli strumenti come ad esempio la clessidra ad acqua, il merkhet e gli orologi solari.

8) Dal 300 a.C. compaiono sui soffitti dei odiaci egizio-babilonesi (il più famoso dei quali è quello di Dendera e dal 200 a.C. i primi papiri, scritti anche in greco e democrito, di tipo astronomico-astrologici e testi planetari per a posizione dei pianeti rispetto alle costellazioni. In queste ultime fonti si vede chiaramente l’influenza greca.

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La scuola nell’antico Egitto

La scuola è stata istituita nell’antico Egitto intorno al 2000 a.C. per formare i giovani che avrebbero dovuto occuparsi delle funzioni amministrative dello stato.

I bambini dovevano frequentare le lezioni dalle prime ore del mattino a mezzogiorno. Le lezioni erano svolte da un insegnante elementare che aveva nozioni di calcolo e di calligrafia. Ed infatti le lezioni erano dedicate principalmente allo studio delle lettere (memorizzazione, dettatura e copiatura).

I bambini che andavano a scuola sarebbero poi diventati funzionari e scribi: dovevano quindi saper redigere i testi in geroglifico ed i testi amministrativi in ieratico. Le lezioni in genere si svolgevano all’aperto. Gli alunni stavano seduti su stuoie intrecciate ed avevano pennelli o cannucce, che utilizzavano per scrivere su cocci di terracotta.

Gli scribi che copiavano i papiri funerari per i privati o i testi per la biblioteca nel tempio dovevano frequentare una scuola di livello superiore (scuola del tempio), dove studiavano anche materie come matematica, geometria, medicina, geografia, fisica, storia e religione.

I bambini venivano ammessi alla scuola del tempio all’età di 5 anni e facevano esercizi su ostraka e tavole di legno imbiancate. Il papiro iniziava ad essere utilizzato solo ai livelli di istruzione superiori. Il libro di base dell’istruzione nell’antico Egitto era il Kemit, una sorta di compendio con tutte le materie.

Questo materiale è stato preso dai seguenti siti:

 

 

1) Egitto per caso

2) Matematica nell’antico egitto

3) Chiara negri’s blog

4) Planet.recine.rai.it

5) Astronomia dell’antico Egitto planetario di Ravenna

6) Scuole elementari de simone.it

7) Studenti

8) Wikipedia

9) terra dei faraoni.blogspot.it

Pubblicato il 25 marzo 2014, in Egizi con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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