RICERCA: ARTE EGIZIA

 

ARTE EGIZIA

Maschera funeraria Tutankhamon, Metà del XIV secoli a. C. Oro, Pietre semi preziose, ceramica. Il Cairo, Museo Egizio

Maschera funeraria Tutankhamon, Metà del XIV secoli a. C. Oro, Pietre semi preziose, ceramica. Il Cairo, Museo Egizio

LAVORO DI GRUPPO DI:

NOEMI : ricercatore

CAMILLA : responsabile materiale

SILVIA : capogruppo

Per quasi tremila anni, dall’inizio delle dinastie faraoniche (2850 a. C.) all’anno della conquista romana (30 a. C.), lungo il corso del fiume Nilo si è sviluppata una delle più grandi civiltà della storia, quella egizia. L’espressione artistica più importante di questa civiltà è collegata soprattutto alla costruzione delle tombe dei re, delle piramidi, e agli oggetti, ai dipinti e alle sculture in esse ritrovati. Alcune piramidi hanno una dimensione colossale (la piramide di Cheope, la più grande del gruppo di Giza, è alta 146 metri ed è 253 metri di lato), in esse veniva conservato il corpo del faraone. I costruttori progettavano anche sistemi di fortificazione e trabocchetti interni in modo da impedire che il sepolcro venisse profanato e il corredo rubato. La costruzione e la decorazione di una piramide richiedevano l’impiego di molte persone e un grande dispendio di energie e di ricchezze. Le dimensioni della piramide cambiavano il paesaggio, ma era proprio questa la volontà del faraone: lasciare sul territorio un segnale eterno della sua presenza. La civiltà egizia aveva un particolare culto dell’aldilà: per accedere al mondo dei morti, il defunto doveva conservare le proprie sembianze – per questo veniva mummificato – e partiva per quel viaggio senza ritorno accompagnato dai vestiti, dai gioielli, dai giochi, dalle suppellettili che aveva posseduto in vita. Nelle tombe sono state rinvenute addirittura notevoli quantità di cibo che era necessario al defunto lungo il tragitto. Nelle tombe si sono scoperti, oltre agli oggetti, molte rappresentazioni, sia dipinti che bassorilievi, delle attività che il defunto svolgeva personalmente in vita o a cui sovrintendeva per conto del re: scene di lavori artigianali e agricoli, scene di vita quotidiana, raffigurazioni di animali cacciati o allevati, di attrezzi per l’agricoltura e di armi. Questi dipinti e bassorilievi costituiscono fonti preziose per sapere come venivano coltivati i campi, come erano lavorati i metalli, l’argilla o le pietre.

Le pitture erano strettamente collegate con l’architettura e con la scultura; molte di esse abbellivano le pareti delle camere sepolcrali rappresentando fatti e imprese di uomini e di divinità. Nell’antico Egitto, l’arte era legata alla religione e alla vita dopo la morte.

Serviva a illustrare i legami che uniscono gli dei e il faraone, ma anche ad accompagnare gli Egizi nel regno dei morti. Poiché poche persone sapevano leggere, affreschi e sculture sono messaggi che tutti possono comprendere.

Dal museo egizio - Torino

Dal museo egizio – Torino

Nei templi, gli artisti celebrano il faraone. Lo rappresentano sempre come un uomo giovane, bello e potente, capace da solo di distruggere i nemici dell’Egitto. Lo dipingono mentre porta offerte agli dei. Queste immagini hanno anche la funzione di ricordare il carattere divino e il potere assoluto del re.

L’arte degli Egizi era molto colorata: i grandi edifici pubblici e il palazzo del faraone erano costruiti in mattoni ricoperti di intonaco dipinto e bandiere colorate sventolavano contro il cielo azzurro. I dipinti sulle pareti delle tombe e dei palazzi erano coloratissimi, pure così i bassorilievi e le sculture. L’arte era praticata da artigiani specializzati, che obbedivano a precise regole: esse definivano le misure e le proporzioni con cui dovevano essere rappresentate le figure umane. Lo stile dell’architettura, della pittura e della scultura, non si modificò molto nei tremila anni di storia di questa civiltà.

Nella pittura e nella scultura le forme sono stilizzate e ripetute secondo formule fisse. Ma in molti casi, specialmente quando le figure ritratte non sono il faraone o i nobili, ma la gente comune colta nelle occupazioni quotidiane, lo stile diventa più sciolto, naturale, a volte straordinariamente vivace. L’arte egizia, che a volte è stata definita monotona e ripetitiva, si rivela anche vivace e capace di descrivere gli uomini durante la vita di tutti i giorni.

LE REGOLE DA RISPETTARE:

Sui bassorilievi e i dipinti, i personaggi più importanti, come gli dei e i faraoni, sono più grandi degli altri.

Le donne e i bambini sono sempre più piccoli.

Le persone sono rappresentate a metà di profilo e a metà di fronte: la testa, la vita e le gambe sono spesso disegnate di profilo, l’occhio, le spalle e il ventre, di fronte.

I COLORI SONO:

I pittori preparano i colori con pigmenti naturali diluiti in acqua, resina d’acacia o tuorlo d’uovo.

Il nero si ottiene dal carbone di legna, l’azzurro da un minerale che si chiama azzurrite, di verde dalla malachite, il rosso dall’ossido di ferro…..

Per conservare la vivacità dei colori, si ricopre l’affresco con uno strato di vernice a base di resina d’albero.

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SITOLOGIA E BIOGRAFIA :

Arte Egizia

viaggio nella storia dell’arte Egizia

wikipedia

bram arte

storia dell’arte degli antichi regni-Egitto.

 

Pubblicato il 25 marzo 2014, in Egizi con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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