Homo Sapiens di Neanderthal

Dopo aver visto il bellissimo filmato di Alberto Angela, vi allego alcuni materiali per approfondire, se vorrete..

Scheletro di Neandethal e Sapiens sapiens

L’ Homo  di Neandertal, fu un ominide che visse nel periodo detto paleolitico medio, compreso tra i 200 000 e i 40 000 anni fa.
Si trattava di un ominide molto evoluto, in possesso di tecnologie elevate, e dal comportamento sociale piuttosto avanzato, al pari dei sapiens di diversi periodi paleolitici. Convissuto nell’ultimo periodo della sua esistenza con lo stesso Homo sapiens, la sua scomparsa in un tempo relativamente breve è un enigma scientifico oggi attivamente studiato.

ASPETTO ESTERIORE

L’aspetto fisico esteriore  è quello di un uomo di altezza media (1,60 m) perfettamente eretto e muscolarmente molto robusto. I neanderthaliani possedevano una massa cerebrale di dimensione analoga a quella dell’uomo moderno.


La testa, rispetto ad un sapiens è allungata sia in avanti che all’indietro. Hanno la mandibola inferiore sporgente e il mento è sfuggente. Gli zigomi sono molto pronunciati con arcate sopraccigliari sporgenti.

Da uno studio del 2001 alcuni studiosi hanno ricostruito che alcuni Neanderthal dimostrino un tipo a capelli rossi e pelle chiara.

Si pensa inoltre che i  Neanderthal crescessero più velocemente di quanto facciano gli uomini moderni, raggiungendo l’età adulta già a 15 anni.

Homo di Neanderthal confrontato con una bambina d’oggi

TECNICA, ARTE, CULTURA

L’uomo di Neandertal inizia a produrre manufatti bifacciali che cambiano forma, migliorano la punta e diminuiscono di spessore.


Da una pietra iniziale, su di una faccia, si staccano schegge di forma regolare.  Abbiamo punte triangolari, raschiatoi (per la preparazione delle pelli) molto rifiniti, col bordo tagliente finemente ritoccato. Verso la fine della sua era, l’homo di Neanderthal produceva reperti come lamette, manufatti in osso e ornamenti per il corpo.

A Verona, in Veneto, sono stati ritrovati dei manufatti importantissimi:

Reperti presenti nella Grotta di Fumane – Verona

Nel complesso la tecnologia dell’Homo Neanderthalensis può riassumersi in:

  1. Asce a mano, o amigdale: sono il resto di grossi noduli di selce, scheggiati ai bordi per ricavarne schegge più piccole.
  2. Punte di selce: da usare immanicate su pesanti bastoni usati come lance nella caccia a grossi animali.
  3. Denticolati, cioè schegge di selce senza punta col margine dentellato: sarebbero delle primitive seghe a mano, usate per lavorare legno ossa e tendini.
  4. Raschiatoi: sono dei coltelli di selce da usare senza manico, per tagliare la carne.
  5. Flauti, cioè ossa lunghe forate, che sarebbero degli accendini: nei fori venivano sfregati bastoncini di legno per accendere della paglia.

Molto diffuso l’utilizzo delle pelli, anche per la costruzione di ripari estivi all’aperto. Si ritrovano strutture di pietre o di ossa atte ad assicurare i bordi delle pelli al suolo.

Le sepolture

All’uomo di Neanderthal sono associate le più antiche sepolture intenzionali della storia umana.
Questa preoccupazione di tipo spirituale si associa alle più antiche tracce di comportamenti simbolici, come incisioni su ossa, presenza di sostanze coloranti (ocra rossa) e raccolta di oggetti curiosi (minerali, fossili).

Sepoltura di Neanderthal trovata in Israele (Kebara)

I defunti venivano seppelliti in fosse di forma ovale, con corredi funerari (cibo, corna e strumenti litici), spesso ricoperte da lastroni per sottrarre i corpi alle belve, deposizioni di fiori (studi sui pollini in ritrovamenti in Asia Minore). Il fuoco, in cerchi di contenimento di pietre, è largamente utilizzato.

Vi inserisco il link per approfondire l’argomento; è un sito tedesco, ma ho cercato di mettervi qui la traduzione… provate… spero che funzioni…

 

ASPETTI DEBOLI DELL’ HOMO di NEANDERTHAL:

L’Homo di Neanderthal si è estinto a causa di alcuni limiti della sua specie:

  1. Era molto territoriale, quindi non si spostava e non aveva contatto con altri clan.
  2. Viveva tutta la vita nel suo clan, senza socializzare con altri uomini. Questo significa scarsa circolazione di idee e nessuna possibilità di progresso.
  3. Difficoltà nelle tecniche di caccia, che venivano condotte “corpo a corpo”, con serio pericolo di vita.
  4. Scarsa adattabilità della dieta: nei periodi di gelo in cui non c’erano molti animali, rischiava la morte per fame.
  5. Mancanza di competitività, unica vera spinta al miglioramento dell’essere umano.
  6. Scarsa capacità di linguaggio, che rendeva difficile tramandare conoscenza da una generazione all’altra.

Pubblicato il 25 febbraio 2013, in evoluzione della specie, neanderthal con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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